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FARFA

Il Prof. Paul Breslin coautore dello studio del Monel Center e della Northwestern University of Chicago pubblicato da Toxicology and Applied Pharmacology ha dimostrato che l’oleocantale molecola presente nell’olio extravergine d’oliva interferisce con le ADDL proteine alleate dell’alzhaimer e dannose per l’organismo. L’oleocantale impedisce alle sinapsi di legarsi alle ADDL che consentono la comunicazione delle cellule al tessuto nervoso (perdita di memoria e morte cellulare) e le difende anche dai danni del tempo e dell’usura.

Questo sta aprendo grandi speranze alla terapia contro l’alzhaimer malattia oggi ancora incurabile.

Il Prof. Micheal Stoneham del Dipartimento di Salute Pubblica dell’Università di Oxford e la sua equipe ha confermato il valore di una dieta con olio extravergine d’oliva nel contrastare lo sviluppo del cancro del colon rettale.

Lo studio ha analizzato le abitudini alimentari di 28 nazioni in, Europa Settentrionale , Europa Meridionale, Canada e Usa e valutando poi l’incidenza dell’uso dell’olio extravergine d’oliva tra le popolazioni.

La conclusione è che l’olio extravergine d’oliva con cereali e verdure limitano significativamente i rischi di contrarre la malattia.

Il Prof. G Caramia primario di Pediatria e Neonatalogia dell’Azienda Ospedaliera Specializzata Materno–Infantile “G.Salesi” Ancona Italy spiega che :
L’acido oleico presente nell’olio extravergine d’oliva riduce i livelli di colesterolo totale legato alle lipoproteine LDL non diminuisce invece il colesterolo legato alle lipoproteine HDL (buono) che evita l’accumulo dei grassi nella parete arteriosa.
Le LDL hanno una vita di 3-4 giorni e trasportano la maggior parte del colesterolo al fegato. Se non è presente l’acido oleico e tutte le altre molecole legate all’olio extravergine d’oliva il colesterolo penetra nelle cellule attraverso i recettori e si formano cellule schiumose che accumulandosi danno origine alle placche dell’aterosclerosi che a loro volta staccandosi danno origine ai trombi.
Le HDL (colesterolo buono) sono sintetizzate nel fegato e nell’intestino, hanno una vita di 5-6 giorni e hanno il compito di rimuovere il colesterolo dalle arterie e portarlo al fegato dove contribuiscono alla formazione della bile.
Quindi proteggono l’endotelio abbassando il rischio di malattia coronarica.
Al contrario una dieta ricca di grassi saturi (animali) e in particolare l’acido palmitico presente nell’olio di palma e stearico (burro, formaggi, strutto e margarine) favoriscono, se assunti in dosi elevate dalla prima infanzia, l’aumento del colesterolo con l’insorgenza di malattie vascolari, tumori e patologie infiammatorie.
Gli acidi grassi polinsaturi riducono il colesterolo LDL ma anche HDL e essendo altamente instabili si ossidano molto facilmente dando origine ai radicali liberi molto dannosi per il nostro organismo. Condizionano inoltre la capacità antiossidante del plasma con danno al DNA e ai linfociti nel sangue.

Nel 2004 la FDA Food and Drug Administration americana ha affermato che l’uso nell’alimentazione dell’acido oleico presente nell’olio extravergine d’oliva riduce il rischio di malattie cardiovascolari e ne ha autorizzato l’uso pubblicitario nelle etichette degli oli extravergini.

Il servizio di Prevenzione e Protezione del CNR in collaborazione con l’Istituto di Sanità dell’Università La Sapienza di Roma hanno dimostrato che diversi oli estratti a freddo con diverse quantità di fenoli rispetto ad un campione di 10 persone affetti da ipocolesterolemia e ipertrigliceridermia esaminati per 6 settimane si comportano sostanzialmente diversi nella riduzione del colesterolo LDL con conseguenze per le malattie cardiovascolari.
La conclusione dei lavori è stata che solo buoni extravergine hanno questi poteri terapeutici.

La Dott.ssa Roberta Masella dell’Istituto Superiore di Sanità ricercatrice del Centro Nazionale per la Qualità degli Alimenti e ricercatori dell’Università Federico II di Napoli hanno presentato i loro lavori all’ “International Conference on Health beneficts of Mediterranean Style Diet” sostenendo che se ci alimenta con olio extra vergine d’oliva diminuiscono i rischi di contrarre il Diabete di tipo II, l’aterosclerosi e alcuni tumori.
Sono arrivati a queste conclusioni perché l’acido oleico svolge un’azione inibitoria del danno ossidativi modulando direttamente l’espressione dei geni nell’insorgenza e sviluppo dei tumori.
Il nostro studio affermano condotto su macrofagi murini ha dimostrato che due composti fenolici presenti nell’olio extravergine d’oliva l’acido protocatecuico e l’oleoeuropeina sono in grado di bloccare completamente il processo ossidativi a carico delle LDL impedendo il danno vascolare ma fanno molto di più in quanto stimolano nel DNA la produzione di enzimi antiossidanti cellulari e quindi rafforzano le difese proprie dell’organismo nei confronti di fenomeni ossidativi contrastando l’ossidazione di macromolecole biologiche DNA, proteine e lipidi si annulla la patogenesi di malattie cronico-degenerative e del cancro.

Il Prof: Antonio Capruso direttore della Cattedra di Geriatria e Gerontologia all’Università di Bari ha presentato il suo lavoro in occasione della settimana della prevenzione e lotta ai tumori della LILT tenutosi a Bari. Lavoro svolto dall’unità operativa nel Comune di Casamassima eseguito per 9 anni su 704 soggetti. Lavori finanziati dal CNR e dall’Istituto Superiore di Sanità.

Lo studio ha messo in evidenza che 15 grammi al giorno di grassi monoinsaturi presenti nell’olio extravergine d’oliva riducono la mortalità del 20% negli ultrasessantenni e la stessa conclusione è arrivata L?università Epidemiologica di Atene.

Una molecola di recente scoperta è presente nell’olio extravergine d’oliva è un’antinfiammatorio naturale non steroideo la sua azione è uguale all’ibuprofene in quanto svolge la stessa azione di inibire gli stessi enzimi. E’ utile nel migliorare il sistema cardio-circolatorio umano negli anziani con un’azione simile a piccole dosi di Aspirina ma assolutamente senza nessuna controindicazione.

Studi condotti negli anni ’80:

Seven Contry Study durata 10 anni pazienti 12.733
Farmingham Study durata 10 anni pazienti 5.209
Veterans Administration Study durata 8,5 anni pazienti 846

Tutti hanno tratto queste conclusioni:
una dieta ricca di acidi monoisaturi e in particolare l’acido oleico
-riduce il colesterolo circolante LDL
-diminuisce del 31% l’infarto al miocardio e del 30% la morte improvvisa
-diminuisce la pressione arteriosa sistolica e distolica
-previene l’aterosclerosi perché ha la capacità antiossidativa
-limita l’invecchiamento cellulare.

Annali of Oncology il periodico ha pubblicato i lavori svolti dai ricercatori al cui capo era Javiel Menendez della Northwestern University of Chicago e lo stesso studio condotto dall’Università Anatomica di Barcellona è stato presentato dal Prof. Eduardo Escrich presso il convegno Internazionale tenuto a Badajoz dal 17 al 21 Novembre 2009.

Lo studio ha messo in evidenza che l’acido oleico protegge dal cancro al seno.
Sulle cellule cancerogene riduce significativamente i livelli di Her-2neu, un’oncogene conosciuto anche come erbB-2.
Nella terapia con Erceptin su pazienti malati inoltre stimola la sua efficacia riducendo i rischi di rigetto.
Stimola inoltre l’attività di un gene che agisce da freno naturale alla crescita del tumore producendo la proteina p27kip1.

Massimo Lopez e membro del comitato scientifico Human Health Foundation e direttore del dipartimento di Oncologia dell’Istituto dei Tumori di Roma conferma l’azione positiva dell’acido oleico non solo nella prevenzione ma anche nella cura del cancro alla mammella per la positiva azione del recettore Her2 . Spiega inoltre che sia l’acido oleico sia la luteina fluidificano la membrana cellulare con positive ripercussioni sulla prevenzione del cancro alla mammella, alla prostata e al colon. E conclude che con il razionale uso dei grassi si possono prevenire queste patologie.

Dal 21 al 24 marzo 2010 per la settimana della prevenzione dei tumori la Lega Italiana Lotta Tumori LILT hanno portato nelle piazze italiane le bottiglie di olio extravergine d’oliva come testimonial sostenendo che la cura dei tumori può passare dall’attuale 56% ad un 80% con una corretta alimentazione in particolare sull’uso dei grassi.

Il Prof G Caramia Primario di Pediatria e Neomatologia azienda Ospedaliera “G. Salesi” Ancona ha pubblicato il lavoro di ricerca su cavie con neoplasie spontanee. Ha dimostrato che alimentando le cavie con acqua con l’ 1% di oleouropeina oltre a non determinare effetti tossici in dosi molto più elevate ha dimostrato un’azione antitumorale facendo regredire le neoplasie spontanee in due settimane. Inoltre non si sono presentate più per tutta la vita dell’animale anche se poi si è tornati ad una normale alimentazione. Questo spiega il professore apre la strada alla ricerca perché l’oleouropeina potrebbe diventare un’interessante antitumorale con azione angiogenica e di regressione delle cellule neoplastiche.

In un recente convegno svoltosi a Conegliano Calabro sono stati pubblicati i lavori di ricerca del Prof. Ferdinando Ippolito, Siro Passi e Carlo di Carlo lavori svolti presso l’Istituto Dermatologico San Gallicano di Roma. L’argomento di ricerca era la cura della Dermatite Seborroica e le conclusioni sono state che in questa malattia esiste un defici ematico di sostanze antiossidanti la prevenzione e la cura si attua sia nell’ingerire l’olio extravergine d’oliva sia nell’usarlo in trattamenti sulla pelle.

Il Prof. Vincenzo De Giorgi docente di Dermatochirurgia presso l’Università degli studi di Firenze spiega che nell’olio extravergine d’oliva è presente lo Squalene (una molecola scoperta nel fegato degli squali) che ha una forte azione antiossidante nei confronti della pelle esposta al sole. La molecola diminuisce i rischi degenerativi, è emolliente in entrambi le assunzioni sia topica che nella dieta, protegge dalla psoriasi, acne, dermatite atopica e altri tipi di eczema. Inoltre essendo lo Squalene molto simile alla composizione del sebo umano l’olio extravergine d’oliva può essere usato con vantaggio nella protezione della pelle.
Protegge la pelle dall’invecchiamento evita il formarsi di smagliature. Controlla la produzione di melanina e previene la formazione di macchie senili:
Nella Poliposi nasale non si conoscono le cause della sua comparsa ma vanno assolutamente evitati tutti i tipi di grassi nella terapia ad eccezione dell’olio extravergine d’oliva.

Negli ultimi anni è emersa sempre più evidente l’importanza della presenza o meno di alcuni alimenti nella dieta.
Sono emersi pesanti responsabilità a carico della nutrizione in particolare nella vita fetale e nella prima e seconda infanzia nei meccanismi di insorgenza di molte malattie cronico-degenerative, tipiche dell’età adulta, quali aterosclerosi, ipertensione, obesità, diabete e osteoporosi.

Studi pionieristici dell’epidemiologo inglese David Barker e successivamente di Alan Lucas approdarono alle stesse conclusioni ovvero che nelle prime decadi della nostra infanzia si gettano le fondamenta per prevenire future malattie e l’alimentazione è alla base di questa prevenzione.

Il prof. B. Panata Nutrizionista e Clinico sostiene che l’acido oleico presente nell’olio extravergine d’oliva e nel latte della donna è per il bambino il più importante tra gli altri acidi grassi in quanto favorisce l’accrescimento delle ossa lunghe, la mielinizzazione delle fibre nervose del neonato. Oltretutto l’acido oleico è un precursore delle sfingomieline e garantisce una più precoce maturazione della componente lipidica senza alterare il profilo proteico.

Il Prof. Caramia sostiene che l’acido alfa-linolenico non essendo prodotto dal nostro organismo deve essere ingerito ed è presente, anche se non in elevatissime quantità, nell’olio extravergine d’oliva. La sua elevatissima digeribilità 100% sta nel fatto che è presente nell’olio extravergine d’oliva nella stessa proporzione acido oleico- alfa linolenico che è presente nel latte materno.

I grassi idrogenati vengono usati dall’industria dolciaria per aumentarne la conservabilità nel tempo. L’industria rompe artificialmente il doppio legame dei grassi insaturi sostituendolo con atomi di idrogeno. Tali acidi grassi detti trans una volta assorbiti vengono usati dalle cellule per proteggere le membrane cellulari come se fossero buoni ma falliscono e siccome la membrana non funziona più correttamente nella gestione dei minerali e dei nutrienti accade un deficit funzionale delle cellule.
Si evidenzia così un’aumento del colesterolo cattivo LDL una diminuizione di quello buono HDL, un danno ai sistemi enzimatici, di notevole importanza per l’organismo, una interferenza nel metabolismo degli acidi grassi n-3, una diminuita efficienza delle cellule B con aumentata proliferazione delle cellule T, un aumento dei livelli di insulina, una riduzione del valore biologico del latte materno ecc..

Sempre il Prof Caramia sostiene che le affinità in percentuale fra i componenti lipidici dell’olio extravergine d’oliva e il latte materno sono di notevole importanza per lo svezzamento. In quanto nella dieta iniziano a prevalere gli acidi grassi saturi, gli insaturi n-6 e carenza totale dei n-3. Questi ultimi presenti in quantità interessanti nell’olio extravergine d’oliva sono praticamente assenti nel latte vaccino. Se si considera l’importanza e il giusto equilibrio di questi due acidi grassi essenziali nella composizione della struttura della cellula e delle loro membrane, della funzionalità del cervello, dello sviluppo delle acquisizioni psico motorie, della strutturazione della retina, della produzione delle molte citochine pro e anti infiammatorie. Ci si rende conto dell’utilizzo nello svezzamento dell’olio extravergine d’oliva fino a quando il bambino inizierà ad introdurre il pesce è l’unica fonte che, oltre a dare un buon apporto calorico porta all’organismo una certa quantità di n-3.Infatti in un cucchiaio di olio extravergine d’oliva può contenere fino a 1000mg din-6 e 70 mg di n-3 e da un apporto di circa 110 calorie: Mentre ml 200 di latte materno contengono 1000mg di n-6 e 100 mg di n-3 con un apporto pari a circa 130 calorie.

La Food and Drug Administration ha affermato che l’uso nell’alimentazione dell’acido grasso monoinsaturo dell’olio di oliva riduce il rischio di malattie cardiovascolari per cui si potrà riportare questa dizione nelle confezioni commerciali di olio extravergine d’oliva nel territorio USA.
La Dott.ssa Caterina Menicocci Biologo Nutrizionista specialista in scienze dell’alimentazione di seguito riassume i vantaggi dell’uso dell’olio extravergine d’oliva nella dieta del bambino:
L’olio extravergine d’oliva è altamente digeribile e contiene acidi grassi essenziali
L’utilizzo dell’olio extravergine d’oliva durante lo svezzamento è raccomandabile per l’equilibrato rapporto tra acido linoleico e linolenico simile a quello del latte materno
E’ raccomandabile durante la gravidanza , l’allattamento e lo svezzamento per il giusto rapporto fra acidi grassi saturi e monoinsaturi.Il contenuto dell’acido oleico è importantissimo per la mineralizzazione delle ossa e lo sviluppo dell’apparato scheletrico.
Può essere utilizzato come fonte lipidica a partire dal 4-5 mese.
In quanto ricco di acido oleico se usato in sostituzione dei grassi saturi determina un aumento del colesterolo buono HDL. Questo è un fattore importantissimo per la prevenzione di patologie cardiovascolari anche nel bambino, perché il processo aterosclerotico inizia già in età pediatrica e l’obesità infantile è un fenomeno in pericoloso aumento.
Grazie al suo contenuto di antiossidanti naturali protegge dall’azione dannosa dei radicali liberi.
Veicola come gli altri grassi le vitamine liposolubili (A-D-E-K) nel nostro organismo. Una restrizione eccessiva della quota lipidica in età pediatrica risulta dannosa anche per questo motivo.

La Dott.ssa Mirella Taranto dell’Istituto superiore di Sanità di Roma ha pubblicato sul Journal of Nutrition il suo lavoro dimostrando che due composti fenolici presenti nell’olio extravergine d’oliva l’acido protocatecuicico e l’oleoeuropeina bloccano completamente il processo di ossidazione a carico delle LDL impedendo l’evento iniziale del danno vascolare.
Inoltre hanno un’interessantissimi azione sul DNA in quanto stimolano la produzione di enzimi antiossidanti rafforzando quindi le difese interne dell’organismo nei confronti dei processi ossidativi.

Uno studio pubblicato su European Journal of Clinical Nutrition del 2009 effettuato da: C. Razquin, M.A. Martinez Gonzales,M.T. Mitjavila, R.Estruch, A. Marti realizzato su 187 soggetti per tre anni. Il gruppo selezionato tra persone a rischio cardiovascolare è stato diviso in tre squadre. Il controlle era su: peso corporeo, TAC capacità totale antiossidante del plasma.
La conclusione del lavoro è stata che il gruppo alimentato con olio extravevergine d’oliva aveva un’elevatissima capacità antiossidante del plasma, e una maggiore riduzione del peso corporeo rispetto agli altri due campioni.
I relatori concludono che questi aspetti sono particolarmente rilevanti per la prevenzione cardiovascolare soprattutto per i soggetti a rischio.

Uno studio pubblicato su Atherosclerosis 2009 condotto da: V.Lorente-Cortes, R.Estruch, M.P. Mena, E. Ros, M.A. Gonzales, M.Fitò, R.M. Lamuela-Raventòs,L.Badimon e realizzato su 49 soggetti per 3 mesi.
La ricerca focalizzava i geni coinvolti nell’aterosclerosi, la formazione di cellule schiumose e le trombosi.
I due gruppi sono stati alimentati il primo con una dieta normale secondo le istruzioni dell’American Heart Association e l’altro inserendo nella dieta olio extravergine d’oliva.
Lo studio ha concluso che l’olio extravergine d’oliva riducendo la formazione delle proteine responsabili dei processi infiammatori svolgono un ruolo chiave nella protezione cardiovascolare.
Quindi limita l’obesità, l’ossidazione, l’infiammazione e le trombosi.

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